Il Giardino dei luoghi possibili

MELO

NOME SCIENTIFICO: Malus domestica
SINONIMI O NOMI DIALETTALI: pummu
FAMIGLIA: ROSACEAE

CARATTERISTICHE: piccolo albero alto sino a 6-8 m, con rami giovani, talvolta spinosi, foglie caduche, semplici, seghettate ai margini, di consistenza coriacea, con pagina inferiore più o meno tomentosa e brevemente picciolate. I fiori sono di solito bianchi sfumati di rosa, mentre i frutti sono globosi, depressi e ombelicati alle estremità con polpa croccante e buccia di colore diverso. I semi, in numero di 1-2, sono contenuti nelle logge attorno alle quali si e’ sviluppato il ricettacolo carnoso.

SPECIE SIMILI: melo selvatico (Malus sylvestris), melo a foglie trilobe (Malus trilobata), melo fiorentino (Malus florentina).

DISTRIBUZIONE: presente allo stato selvatico a tutte le altitudini e nei diversi continenti, anche se si ipotizza che la specie originaria potesse provenire dalle pendici dell' Hymalaia, il melo viene coltivato quasi sicuramente fin dall’ età della pietra e oggi presenta un numero quasi incalcolabile di varietà, derivanti da specie sia europee, sia asiatiche.

HABITAT: preferisce terreni ricchi di sali, piuttosto freschi ed arieggiati e, per lo meno alcune varietà con maggiori esigenze, richiedono anche zone a clima mite.

LEGNO: legno bruno o rossiccio, compatto e omogeneo ma tendente a contorcersi e spaccarsi seccando. Usato da tornitori, stipettai, scultori e per intaglio. Impiegato per fare teste di martello e mazze da golf. Buon combustibile.

CURIOSITA’: frutto molto usato, fresco, come frutta da tavola, in culinaria, per marmellate, gelatine e può anche essere seccato o inscatolato. Con le mele si può fare una bevanda non alcolica (il succo di mele); col succo fermentato si fa il sidro. Frutti ricchi di vitamina C e di pectine, e con proprietà terapeutiche generali – “una mela al giorno leva il medico di torno!” Pochi sanno di una particolare caratteristica genetica dei semi di melo selvatico: ogni singolo seme di ogni pianta possiede un patrimonio genetico unico; da questa particolare e potentissima biodiversità discende una potenza riproduttiva che ha pochi eguali in botanica e che ha contribuito alla sua distribuzione in tutto il pianeta. (Cfr. M. Pollan, La botanica del desiderio, Il Saggiatore, 2005 - http://www.tecalibri.info/P/POLLAN-M_botanica.htm#p002).